Roma, dal 4 all’8 dicembre 2014
Si è aperta il 4 dicembre a Roma la XIII edizione di Più libri più liberi, la fiera della piccola editoria. L’editoria indipendente si presenta come propulsore per ripartire alla riscossa nonostante la crisi. Una lotta di resistenza che vede tutti compatti, affinché il libro possa crescere e svilupparsi: i libri sono un bene rifugio e un veicolo di libertà.
“Se si legge di più si è più liberi, e viceversa: se si riesce a favorire la circolazione non solo dei grandi marchi ma anche dei piccoli editori, si incrementa la domanda di libertà e insieme se ne favorisce lo sviluppo”: così Giampaolo D'Andrea, capogabinetto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, spiega il significato della Fiera Più libri più liberi come un'iniziativa considerata strategica per lo sviluppo culturale del Paese. Sviluppo che vede nell'editoria indipendente un motore propulsivo fondamentale: "I piccoli editori rappresentano il 30% del mercato e dobbiamo a loro l'infinita varietà di idee, proposte e cataloghi che troviamo nelle librerie che ancora svolgono un ruolo di promozione culturale" ricorda Romano Montroni, Presidente del Centro per il Libro e la Lettura. "Sono un po' come cani da tartufo: seguendo un'intuizione, vanno a scovare libri sui quali i grandi gruppi editoriali non scommetterebbero", continua, "e credo sia un atto di coraggio da difendere e valorizzare. Come Centro per il Libro e la Lettura continueremo a sostenere Più libri più liberi in ogni modo, perché la passione e l'entusiasmo che anima questi editori sono gli stessi nostri".
Si è aperta così la XIII edizione di Più libri più liberi, all'insegna di un senso profondo di gratitudine e speranza per la ripresa: "Fa un certo effetto pensare che sono già passati 13 anni e che, nonostante i colpi della crisi e il mutamento delle strutture commerciali, i piccoli editori continuino a proporre con entusiasmo novità, ricerche, iniziative" sottolinea in apertura Enrico Iacometti, Presidente Comitato promotore di Più libri più liberi. Uno "sforzo elevatissimo" che spiega anche perché questa Fiera, organizzata e gestita direttamente dagli stessi editori, "riesce a ottenere anno dopo anno un successo crescente nonostante un budget limitato". Ed è il motivo per cui ha ancora tante potenzialità da realizzare nella speranza di poter contare su nuove risorse. Ѐ il medesimo auspicio di Marco Polillo, Presidente dell'Associazione Italiana Editori: "Ritengo che questo tipo di manifestazione dovrebbe durare all'infinito, se soltanto si potesse". E spiega: "Ogni volta che vengo a Roma mi stupisco dell'affetto che la gente riserva ai libri. Mi trovo continuamente a dover commentare numeri col segno meno davanti ma poi qui vedo la coda alle biglietterie, gli stand e le sale gremite. E allora mi domando se questa fantomatica crisi del libro sia vera o non sia, invece, una sorta di distrazione, di disaffezione e mancanza di interesse costruito". Attività di edificazione culturale che vede gli editori indipendenti in prima linea: "Qui a Più libri più liberi c'è quel 30% del mercato che citava Montroni e fra loro i più creativi: qui trovate quella parte dell'editoria davvero all'avanguardia, l'unica che tiene in vita il mercato". Una lotta di resistenza che vede tutti compatti, affinché il libro possa crescere e svilupparsi: ne è convinta Lidia Ravera, Assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio, che ricorda come i libri siano un bene rifugio di cui non si può fare a meno: "Abbiamo bisogno di libri, di pluralismo, di leggere i libri che non sono sostenuti dalle major o dal grande mercato editoriale. Ѐ inutile nasconderci che siamo sconcertati, offesi, tristi, spesso delusi e disillusi e un libro è il nostro personale spazio di resistenza a tutto quello che non ci piace". Lo sa bene Giovanna Marinelli, Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, che da tredici anni segue la Fiera, e ringrazia anzitutto la rete delle Biblioteche, autentici avamposti di cultura e speranza. "La cultura è un'arma importantissima per superare un periodo così complesso e difficile come quello che viviamo: trovo bellissimo il vociare dei ragazzi qui dietro e sono grata a Più libri più liberi per il loro contributo alla riqualificazione delle periferie". Il riferimento è alla collaborazione offerta dai piccoli editori e in particolare dal fumettista Zerocalcare, che ieri sera ha completato un gigantesco murale alla stazione metro di Rebibbia, suo quartiere: "Senza Più libri più liberi non saremmo riusciti a portare a termine questo progetto", sottolinea l'Assessore. Ma l'impegno dell'editoria indipendente va oltre la Fiera: come ricordano Marco Polillo, Presidente AIE, e Giampaolo D'Andrea, capogabinetto del MiBACT, un'altra grande battaglia per risollevare le sorti della cultura è quella per l'equiparazione dell'IVA fra libri cartacei e digitali. "Siamo molto soddisfatti come editori dell'attività di Dario Franceschini", sostiene Marco Polillo, "c'è un'assoluta sintonia di vedute e risultati già si vedono. Il fatto che i Ministri dei Beni Culturali europei abbiano accettato l'idea che #unlibroèunlibro, cartaceo o digitale, è fondamentale: l'Europa è sempre stata un grande ostacolo all'equiparazione dell'IVA fra i due formati e anche se siamo solo all'inizio questo cambio di tendenza, partito dall'Italia, può essere quello scatto iniziale necessario per invertire la tendenza, allargare la platea dei lettori e partire alla riscossa". Con questa dichiarazione di guerra alla crisi e una vibrante iniezione di entusiasmo, si parte con i cinque giorni di Più libri più liberi: "Qui più che altrove si respira passione: è quella per cui vivono i piccoli editori, spesso la loro unica ricompensa. Ma alla fine la verità è che dei libri non abbiamo solo bisogno: i libri li desideriamo", conclude Lidia Ravera, nella sua doppia anima di scrittrice e assessore.
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