1911 - 2011 2011
In ricordo del Maestro Molinari Pradelli nei 100 anni dalla nascita
Amarilo Art e L’Iberoamericano rendono omaggio alla memoria del Maestro Francesco Molinari Pradelli, di cui quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita, con un ricco programma di iniziative, che percorrerrà l’Italia e poi si sposterà all’estero, seguendo le innumerevoli tappe della carriera del Maestro.
Una delle iniziative in programma si è svolta il 26 marzo scorso il Tetro Comunale di Cento, con una serata dedicata al Maestro Molinari Pradelli.
Presto sarà pubblicato l’elenco delle iniziative in programma.

Da sinistra, Massimo Nesi, Enrico Guerzoni, Stefano Bezziccheri, Natalia Roman, Maestro vedovato, Marzia Ferraro, Mirella Golinelli.

La soprano Marzia Ferraro con il Maestro Vittorio Vedovato.
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| La soprano Natalia Roman | La soprano Mirella Golinelli |

Francesco Molinari Pradelli, direttore d'orchestra tra i più accreditati interpreti del melodramma italiano e collezionista d' arte raffinatissimo, vivace e cosmopolita. Si è spento nel 1996 a 85 anni. Aveva diretto per l'ultima volta nell'83, a Catania, La Rondine di Puccini, l'opera della quale curò la prima registrazione discografica integrale. Ha trascorso la sua esistenza con l'impeto di un artista egualmente diviso tra la passione per la musica e la passione per la pittura.
Si era formato a Bologna, allievo della classe di composizione di Nordio al Conservatorio, e di Roberto Longhi all'Istituto d'arte universitario, coetaneo di Francesco Arcangeli e di Carlo Volpe. Aveva poi scelto di diplomarsi in direzione d'orchestra all'Accademia di Santa Cecilia, con Bernardino Molinari, e proseguire gli studi di estetica da autodidatta. "Ho studiato e cercato da solo - spiegava lui stesso - leggendo, frequentando musei e mostre, andando da antiquari, collezionisti e restauratori, ovunque mi portassero le mie tournées di direttore d'orchestra". Aveva debuttato, a 28 anni, nella sua città, al Comunale di Bologna, dirigendo Elisir d'amore di Donizetti. Poi, negli anni immediatamente successivi alla guerra, nel '46, dirige nella ricostruita Scala di Milano. Sono anni in cui il melodramma italiano è considerato materia da mestieranti, repertorio di nobiltà inferiore al sinfonismo, ma Molinari Pradelli rivolge la sua attenzione, da subito e senza esitazioni, a Verdi, Puccini e Mascagni. E' un ottimo concertatore, un profondo conoscitore della tradizione e delle voci, e soprattutto un uomo di grande carattere. Nel '55 debutta con Tosca al Covent Garden di Londra, in scena canta un soprano italiano, Renata Tebaldi. Si forma, tra Tebaldi e Molinari Pradelli un sodalizio molto importante per la cultura musicale italiana, che rinnova la tradizione del melodramma ottocentesco e segna alcuni riferimenti interpretativi fondamentali. Ne rimane la testimonianza in tre incisioni storiche: Forza del Destino, Traviata e Manon Lescaut. Con la svedese Birgit Nilsson, Molinari incide invece Turandot. Dal 1957 dirigerà con regolarità a San Francisco, dal '59 alla Staatsoper di Vienna; nel '66 debutta al Metropolitan di New York. A ogni suo rientro a Bologna, porta con sé un dipinto. Agli amici ripete: "se mi dicono che sono un somaro a dirigere non m'importa niente, mi offendo a sentirmi dire che non so capire la bellezza di un quadro". Lascia ai suoi quattro figli e alla seconda moglie oltre duecento dipinti di scuola italiana del Sei e Settecento.

Bergamo, 1954. Il Maestro Molinari Pradelli con Maria Callas, che diresse in Lucia di Lammermoor di Donizzetti, qui insieme al Soprintendente.
Bologna, Piazza Maggiore, 29 giugno 1954
. Aida
di Giuseppe Verdi.
Un curioso rituale prima dell'inizio della recita fra il tenore Mario Filippeschi, Anita Cerquetti (Aida), il maestro Francesco Molinari Pradelli e il basso Silvio Majonica (Ramfis)








