14 giugno 2010
Francesco Guccini compie 70 anni
Amarillo Art rende omaggio a Francesco Guccini per i suoi “primi” 70 anni. E’ il più erudito dei cantautori italiani: ha portato nella musica la poesia del "suo Leopardi", Gozzano, Montale, Carducci a quella di Elliot e dei "Maledetti", la letteratura americana, da Borges a Barthes, da Lorenzo de' Medici, i fumetti fino alla tradizione popolare e gli studi di glottologia. L'artista compie 70 anni e tranquillizza i fan: "Il concerto in programma il 30 giugno a Modena non sarà quello dell'addio".
Due i concerti in programma: il 18 giugno a Rende (Cosenza) e il 30 giugno a Modena. “Non e' bello festeggiare un compleanno, almeno non a questa età”', commenta il cantautore. A Rende arriveranno tutti i fan del sud che si stanno radunando anche via internet. A Modena la festa avrà il carattere dell’ufficialità: “Farmi la festa in piazza Grande - dice Guccini - è stata l'idea di un assessore. Per me sarebbe una data come le altre”.
"E' un concerto normalissimo - spiega - e viene spacciato come 'l'ultimo dei miei concerti' o la 'festa del compleanno' che non è vero perché è già passato da 16 giorni. Sono terrorizzato da questa cosa. Non c'è niente di così speciale o travolgente... ma per l'amor di Dio! Non avevo l'ambizione di fare il cantautore, solo lo scrittore - racconta ancora - mi sarebbe piaciuto. Poi più o meno ci sono riuscito".
Nato a Modena ma cresciuto e vissuto tra la Pavana dei suoi avi, il paesino dell'Appennino tosco-emiliano dove vive, e Bologna. Guccini è famoso per i suoi concerti da "Contastorie", un miscuglio di canzoni, cabaret, invettive, monologhi ispirati dalla cronaca. Parallelo corre il successo dei suoi dischi che dai tempi di "Radici" e "Via Paolo Fabbri 43" (il suo vero indirizzo di Bologna), cioè dai primi anni 70, fino a "Ritratti". E' partito dal beat italiano come autore per l'Equipe '84 e i Nomadi (con cui ha registrato uno storico live) per i quali ha scritto classici come "Auschwitz", "Dio è morto" e "Noi non ci saremo".

Francesco Guccini ha scritto diverse canzoni chiave della storia musicale italiana. Tra le più recenti c'è "Addio" considerata da molti come l'erede di quella "Avvelenata", che, nonostante sia stata scritta contro un critico che aveva stroncato "Stanze di vita quotidiana" resta uno dei testi più importanti della musica del nostro Paese. Tre i romanzi: "Cronache epafaniche", "Vacca d'un cane" e "Cittanova blues". Allergico alla tv, Guccini si è concesso qualche apparizione al cinema come in "Radiofreccia" del suo amico
Luciano Ligabue e negli ultimi film di Leonardo Pieraccioni.
Ligabue: "Lo ammiro, lo rispetto, lo stimo e gli voglio bene"
"Sono un passo oltre l'ammirazione per Francesco Guccini. Oltre il rispetto, oltre la stima. Ora, oltre a tutto ciò, gli voglio bene - così Luciano Ligabue fa gli auguri a Francesco Guccini, emiliano come lui -. Chiunque avesse scritto e cantato ciò di cui lui è stato ed è capace, assumerebbe la posa di chi ti fa pesare tale statura, prendendosi insopportabilmente troppo sul serio. Guccini viaggia sul pianeta terra. A livello del mare. O, al limite, a livello di Pavana. Con le sue battute. La sua ironia. La sua modestia. Che di sicuro non è falsa".







