Porto Venere. Festival ArcipelagoTeatro 2010
4 settembre: “Permette, conte Tolstoj, che le misuri il cranio?”
A Porto Venere, la prima nazionale del dramma che prende spunto dall’incontro tra Cesare Lombroso, l’antropologo criminale italiano, e Lev Tolstoj. L’intensa piéce teatrale chiude il Festival Porto Venere ARCIPELAGOTEATRO® 2010, giunto alla sua 61° edizione.
Anche Mario Alvarez del Centro Cervantes Itinerante partecipa alla serata. Presto online il reportage.
PERMETTE, CONTE TOLSTOJ, CHE LE MISURI IL CRANIO?
di Luciana Grifi
Interpreti:
Sergio Basile, Miriam Campaniello, Michele Del Grosso, Luigi Mezzanotte, Oreste Valente
Suoni di scena: Francesco Prestigiacomo
Regia: Sergio Basile
In occasione del centenario della morte di Lev Tolstoj
. Prima nazionale
Ore 21,30 - Salone Byron, Grand Hotel di Porto Venere
Un dramma che prende spunto dall’incontro, avvenuto nel 1897, tra Cesare Lombroso, l’antropologo criminale italiano, e Lev Tolstoj.
Per Lombroso quell’incontro era l’occasione per confermare -“sul campo”- la sua teoria sulla “degenerazione” del genio.
Nella realtà storica, lo scrittore, intuendo il ruolo di soggetto da esperimento che stava per interpretare, reagì trattando scortesemente l’alienista italiano, congedandolo con sufficienza.
Nel dramma di Luciana Grifi, invece, Tolstoj, su provocazione della moglie Sofija, accetta di sottoporsi - quasi per un gioco da salotto - “all’indagine scientifica” di Lombroso. Dopo aver acconsentito a lasciarsi ipnotizzare, Tolstoj si trasformerà, dando voce a un personaggio di sua invenzione, ad un suo alter ego“negativo” sepolto nel suo inconscio, diverrà Podznicev, il protagonista uxoricida della Sonata a Kreutzer. Ed è proprio la Sonata a Kreutzer, dove viene descritto l’inferno quotidiano di una coppia di coniugi che sfocia in un assassinio per gelosia, ad essere lo specchio deformante in cui si riflette un altro rapporto matrimoniale, quello reale di Lev e Sofija, divenuto con gli anni, per entrambi, un nucleo perverso di sofferenza quotidiana. La vita coniugale dei personaggi romanzeschi della Sonata (Podznicev e la moglie) e quella dei coniugi Tolstoj (Lev morì esattamente cento anni fa), si sovrappongono e si ribaltano continuamente, dando vita a una sequenza di “scene da un matrimonio” acri e crudeli, dove la linea di demarcazione tra realtà e finzione, tra autore e personaggio, viene continuamente infranta.

Oreste Valente, interpreste e direttore artistico del Festival ArcipelagoTeatro di Porto Venere.
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